08 aprile 2014

pubblichiamo un'e-mail ricevuta dal Comitato Soci Assilt

"Assilt gestione errata o strategia voluta?
Mercoledì 9 Aprile l’assemblea dei rappresentanti Assilt sarà chiamata a ratificare la riduzione delle prestazioni già in vigore dal 1/2/2014 decise precedentemente dal CDA, questo passaggio costituisce il completamento di un discutibile percorso che ha prodotto volutamente un deficit di bilancio con conseguente taglio delle prestazioni giustificato dalla realtà dei conti.
La dimensione degli interventi porterà ad un risparmio di circa 2,5 milioni di euro rispetto ad un disavanzo di gestione del 2013, non ancora reso noto dal CDA previsto in circa 6 milioni di euro che lascia pensare ad un nuovo intervento restrittivo a fine anno o nel 2015.
Il ripetersi nel tempo di sequenze gestionali simili porta a chiederci a cosa serva il Consiglio di Amministrazione e che ruolo abbiano i rappresentanti degli associati , occorre infatti ricordare come a Luglio 2012 pur in presenza di un rendiconto 2011 in passivo di 4 milioni di euro si aumentò il tariffario delle prestazioni forse in vista delle elezioni di maggio 2013 , dopodiché a luglio 2013 iniziarono le prime misure contenitive riproposte in modo consistente a Dicembre con decorrenza Febbraio 2014.
Dobbiamo pertanto constatare come l’operato del CDA e dei rappresentati eletti dai soci anziché preoccuparsi della efficienza di Assilt e della sua capacità di rispondere alle esigenze sanitarie degli associati, ha preferito promuovere un sconsiderato consenso interno a scopo elettorale a danno degli associati.
In particolare i più danneggiati sono i soci pensionati, i quali non usufruiscono della parte di salario differito aziendale, ma che versano una quota di iscrizione importante e che per questioni anagrafiche hanno maggiori esigenze sanitarie.
Il deciso ridimensionamento delle prestazioni si prefigge l’obiettivo di incentivare l’abbandono dei soci pensionati per riequilibrare i conti, dimenticandosi del valore solidale che da sempre caratterizza l’azione dell’Assilt.
Il Comitato Soci Assilt ritiene che l’associazione attraverso riforme gestionali , statutarie ed organizzative possa sviluppare appieno le sue grandi potenzialità solidali ed invita i soci attivi e pensionati ad approfondire i temi che vengono proposti nella consapevolezza che attraverso una partecipazione allargata e priva da interessi o scelte non riferibili ad esigenze sanitarie dei soci possa ancora rappresentare un riferimento importante di integrazione sanitaria in ambito nazionale.
Per il comitato soci assilt
Enrico Bellocchio"


2 commenti:

Roberto Della Giovanna ha detto...

Ho letto la tua mail che conferma la mia sensazione di un ASSILT gestito con “navigazione a vista”. Ultimamente si rincorrono i deficit di bilancio con un susseguirsi di tagli ai contributi. Negli ultimi sei mesi sono state apportate due modifiche al regolamento riducendo i contributi su diverse prestazioni che peraltro temo, come hai ribadito anche tu, non siano sufficienti ad appianare il deficit. Ho avuto anch’io l’impressione che alcune modifiche siano state apportate guardando più al consenso elettorale che al budget di previsione. Budget che mi auguro sia stato analizzato in tutte le sue voci per avere una visione d’insieme dell’attuale situazione.
In merito ai soci pensionati mi sento di estendere l’invito a non abbandonare l’Associazione che nonostante le ultime rettifiche al regolamento costituisce sempre un ottimo paracadute per chi deve affrontare delle spese per la sua salute.
E’ pur vero che l’azienda non versa alcun contributo per i soci pensionati, non dimentichiamoci però che tutte le quote confluiscono nello stesso fondo e a parte alcune differenze tra soci attivi e pensionati tutti usufruiscono dei contributi in egual misura.
Certamente la costante emorragia dei dipendenti in servizio e l’incremento del numero dei pensionati hanno fatto si che diminuissero le risorse a disposizione. Ricordiamoci che i dipendenti versano all’ASSILT lo 0,48 % sullo stipendio lordo, l’azienda, a seguito di accordi sindacali sul“salario differito”, integra detto contributo versando a sua volta 1,68 %.
Il pensionato contribuisce con una quota, totalmente a suo carico, dell’1.55 % sul lordo della pensione che globalmente risulta inferiore al contributo versato dai dipendenti.
Se analizziamo il flusso, degli ultimi anni, dei dipendenti in servizio e dei pensionati iscritti all’associazione, noteremo un incremento inversamente proporzionale delle due tipologie di soci. Questo ha fatto sì, come detto in precedenza, che globalmente le risorse a disposizione dell’associazione subissero una diminuzione.
Ricordiamo inoltre che anni addietro le percentuali previste per l’associazione avevano subito una modifica al ribasso. Già allora questa decisione mi aveva creato perplessità e a oggi si è rivelata totalmente inopportuna.
Non ci rimane pertanto che vigilare sull’operato dell’associazione manifestando le ns. perplessità ai rappresentanti eletti.
Roberto Della Giovanna

enrico bellocchio ha detto...

oltre a tutto questo viene sottaciuto la separazione tra gestione operativa e destione di indirizzo con l'accordo del 28/3/2000 entrato in vigore forse l0anno successivo grazie al quale la telecom caricandosi il costo gestionale diminuì la sua contribuzione dello 0,40% una cifra di poco superiore a 8 milioni di euro, da allora il costo di gestione si è circa dimezzato considerando sedi personale affitti strumenti ecc. con il risultato che telecom ogni anno si incamera 3 o 4 milioni di euro di salario differito contrattato ante 2000, salario non versato su aumenti contrattuali pregressi, ora addirittura mascherato nel testo unico come attività svolta gratuitamente con la benedizione del sindacato